Riconoscimenti Scientifici

Il Metodo Feldenkrais gode di crescente considerazione in ambito scientifico.
Tale approccio si fonda sul concetto di “neuroplasticità”, ossia la capacità del cervello di creare nuove connessioni neuronali e di cambiare sé stesso: questo ci insegna che non siamo “fissati” una volta per tutte, ma che possiamo cambiare e migliorare le nostre funzioni, anche in caso di malattie, incidenti, limitazioni di diversa natura. Tale possibilità è stata evidenziata, tra tutti, dal Prof. Michael Merzenich1 nel suo libro “Soft Wired”, San Francisco, 2013, Parnassus Publishing LLC.
NORMAN DOIDGE
psichiatra ricercatore alla Columbia University e all’Università di Toronto e saggista noto a livello mondiale, nella sua più recente panoramica sulle terapie che curano il cervello -“Le guarigioni del cervello" ed. in Italia nel 2015 da Ponte alle Grazie, pagg. 520 s.s. - dedica due capitoli ai successi medici e neurologici del metodo Feldenkrais nel percorso di rieducazione dei bambini affetti da una qualche disabilità.
MAX PLANK INSTITUTE
Uno studio esplorativo condotto al Max Plank Institute di Berlino mostra che un breve intervento (operato dalla trainer Feldenkrais Eilat Almagor) può avere effetti sull’attività corticale del cervello rilevando come l’apprendimento consapevole nell’organizzazione del corpo in movimento può trasferirsi ad altre forme di attività mentale, tale studio è stato ripreso anche nell’articolo pubblicato il 28 aprile 2015 in Frontiers in Human Neuroscience
PROF. DR. GERALD HÜTHER
Il link www.iffresearchjournal.org conduce alle pagine scientifiche della Federazione internazionale Feldenkrais, riferimento della comunità Feldenkrais.
Si cita, al riguardo, anche quanto affermato dal Prof. Dr. Gerald Hüther, Neurobiologo e capo del reparto Neurobiologische Grundlagenforschung della clinica psichiatrica dell’Università di Gottinga: “Come dimostrano i più recenti risultati della ricerca sul cervello, le esperienze vengono sempre radicate a livello cognitivo, emotivo e fisico contemporaneamente sotto forma di corrispondenti modelli di reazione (pensiero, emozione, corpo) e sono intrinsecamente legati (embodiment). Pertanto, ogni tentativo successivo di migliorare la capacità umana di gestire e combattere lo stress mediante programmi di perfezionamento a livello cognitivo sarà inesorabilmente destinato a fallire, se non vengono contemporaneamente integrati i livelli emotivo e fisico. Un procedimento rivelatosi particolarmente idoneo a tal fine – essendo già impiegato con successo nella pratica da oltre 10 anni – è il Metodo Feldenkrais.
IRMA D’ARIA
In un recente articolo apparso il 21 novembre 2017 su Repubblica, a cura di Irma D’Aria “Una seduta di Feldenkrais e passa il mal di schiena, Alcuni ospedali hanno adottato questo metodo che aiuta a combattere il dolore cronico senza farmaci”, viene descritto così il metodo: “Può servire agli sportivi per migliorare le loro prestazioni, agli attori, per conoscere e sfruttare tutte le potenzialità del corpo, ma anche alle persone comuni, che desiderano imparare a muoversi meglio, con maggiore scioltezza e coordinazione, oppure a chi soffre di rigidità muscolari, mal di schiena, lombosciatalgie, problemi motori e della colonna vertebrale - spiega Turino - è utile nelle riabilitazioni fisiche e psicologiche, nella rieducazione di bambini con problemi di vario tipo e per aiutare l'anziano a non irrigidirsi". Inoltre non ci sono controindicazioni.”.
In ordine alla scientificità del metodo la cronista così prosegue: “Che non si tratti di metodi alternativi e New Age è dimostrato anche dal fatto che qualche studio scientifico esiste. E anzi nel 2015 è stata pubblicata sulla rivista Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine1 una revisione di oltre 120 studi sull'efficacia del metodo: "Ne è emerso che i risultati del Feldenkrais sono molto promettenti in vari campi, sia nella gestione del dolore cronico ma anche per problemi di equilibrio in soggetti a rischio di caduta come gli anziani" spiega Silvia Sterzi, docente ordinario di medicina fisica e riabilitazione dell'università Campus Bio-Medico di Roma.” La cronista, poi, evidenzia come il metodo sia già attualmente in uso in ben tre ospedali italiani: “IL FELDENKRAIS IN OSPEDALE Un'efficacia che al Campus Bio-Medico stanno testando già da anni sui pazienti. "Nel nostro ambulatorio di medicina fisica e riabilitativa – prosegue Sterzi – abbiamo introdotto il metodo Feldenkrais come vero e proprio trattamento di riabilitazione per i pazienti che hanno problemi di lombalgia o un assetto posturale che può creare dolore cronico come la classica cervicale o il dolore alle spalle". Due volte a settimana questi pazienti possono seguire le lezioni che sono a pagamento (ma ad un prezzo 'sociale'). "I primi risultati si vedono già nelle prime sedute - continua - perché si mette in atto un apprendimento corporeo per cui le persone imparano a gestirsi e a muoversi in modo giusto". I RISULTATI SONO IMMEDIATI "Mediamente si fanno una decina di sedute individuali ma nella nostra esperienza abbiamo visto che le persone si iscrivono per tutto l'anno perché sperimentano che è un ottimo sistema per tenere le articolazioni in ordine" conclude Sterzi, che ora sta sperimentando il metodo anche sui disturbi dell'equilibrio tipici degli anziani. Il metodo Feldenkrais è stato introdotto anche presso l'ospedale San Camillo-Forlanini di Roma per il trattamento della cervicalgia e della lombalgia. Inoltre, presso l'ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli di Palermo qualche mese fa è partito uno studio su 30 persone affette da fibromialgia. Dai primi risultati presentati, è emerso un effettivo miglioramento della condizione di salute per il 90% delle partecipanti. Il miglioramento si è tradotto in riduzione della tensione, riduzione o scomparsa del mal di testa e di altri dolori”
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